Alberto Barli


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Recensioni




FRAMMENTI DI UN DISCORSO PITTORICO





ADDIZIONE, DIVISIONE

"Alberto Barli, docente di Storia e Filosofia presso il "Pacinotti", da sempre appassionato di pittura, è particolarmente a suo agio nell'interpretare in ordinati dipinti il linguaggio astratto-geometrico. D'altronde, come la filosofia è fondata sulla precisione concettuale, così la geometria, trasferita in pittura tra forme elementari e definite, impone una forte carica riflessiva e Barli concretizza efficacemente tale binomio. Il percorso pittorico di Barli è sostenuto da un solido processo analitico che investe la linea, il colore e lo spazio, luogo deputato ad accogliere un progetto mentale e manuale, realizzato compiutamente nella diligente combinazione di linee verticali, orizzontali, diagonali (mai curvilinee), che genera quadrati, rettangoli e triangoli di diversa misura. Le opere del filosofo-pittore, come chiarisce Lucia Pascarella , "nascono sia per "addizione" di elementi aventi una loro autonomia, sia per "divisione", attraverso una frammentazione ed una articolazione di parti che si sviluppa insieme al quadro". Inevitabilmente la presenza della geometria nella pittura richiama le acute teorizzazioni di Mondrian, autore di originalissimi opere dove, asseriva l'artista olandese,"ogni parte riceve il suo valore visuale dal tutto, e il tutto lo riceve dalle parti". Non diversamente accade per i lavori di Alberto Barli, partecipi di una visione unitaria, generata dall'integrazione di sottili relazioni reciproche con precedenti composizioni, sempre mirate a dare forza all'idea della perfezione dell'opera d'arte, sintesi di ragione e sentimento."

Valerio Cremolini


CAOS E COSMOS

“Le sue opere risentono di un’analisi introspettiva, sviluppata precipuamente attraverso la ricerca cromatica e spaziale. E’ infatti presente, nell’evolversi della produzione artistica dell’autore, una specifica indagine sulle gamme cromatiche, sui cromatismi, nell’ambito più forte della percezione – conoscenza dello spazio e della spazialità. La dimensione geometrica si articola attraverso un uso del colore che porta ad evidenziare gli elementi di razionalità presenti nel caos, con la tensione e l’aspirazione a governarlo intellettualmente.”
Giusy Piccione





COLORE -ANIMA

Vorrei sottolineare soprattutto il forte gioco con cui il colore entra nelle sue composizioni e ne incrementa un’intensità che nasce anche, ma non solo, da una consapevolezza culturale. In queste trame poetico-concettuali il colore, costantemente mediato dall’autore, sprigiona comunque un’intensa energia interna. Per questo concludo citando Kandinskij che dice: “ In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. E’ chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio. L’efficace contatto con l’anima”.

Simonetta Rondine



EUCL-IDEE
“L’artista crede con fede assoluta nella possibilità di un cosmo geometrico. Lo spazio, inteso come riprova infinitesimale delle combinazioni di forme geometriche e di rapporti cromatici, è il motivo ricorrente ed esclusivo di tutta la pittura di Alberto Barli, è spazio definito e spazio virtuale, è spazio dinamico, è spazio architettonico che motiva ora situazioni di calma e distensioni assolute ed ora evoca atmosfere di lirismo e suggestioni di evento musicale.” Antonio Carannante





‘GEOMETRIA E POESIA


Per Barli la geometria è da tempo il riferimento primario della sua ricerca astratta, che va sempre più perfezionandosi nella realizzazione di raffinati scenari, cromaticamente tersi, sui quali s’incrociano senza alcuna frattura morbide forme geometriche. Nelle composizioni dell’artista-filosofo si libera un ordinato movimento insieme ad un respiro poetico, volutamente perseguito nel privilegiare il delicato tonalismo della sua tavolozza. Concorre, inoltre, a completare l’espressività della pittura di Barli la leva della fantasia, che si insinua in un percorso creativo, diffusivo di sensibilità, di lirismo e di irrinunciabile armonia.

Valerio Cremolini






‘GEOMETRIE E FRAMMENTI’
“ Le ‘geometrie’ che articolano le superfici delle tele, appaiono generate da una tensione interna della linea che, frammentandosi, diventa protagonista del proprio spazio. I colori, particolarmente elaborati, sono parte integrante dell’armonia dell’insieme. Anche i “Frammenti” – collage costituiti da ‘frammenti’ di quadri precedenti, tagliati in sottile strisce – vivono in uno spazio geometrico, e, nella loro rappresentazione seriale, conferiscono all’insieme una nervosa dinamicità”.
Lucia Pascarella



HYPOTHESES DIPINGO

“Nessuna tesi da dimostrare, ma il “lavoro dell’intelletto” che si sforza di trovare senso e misura nel mondo. I colori brillanti dividono le tele in mille ipotesi diverse eppure ossessivamente simili, alla presenza dell’uomo non allude neppure più la “forma” cristallizzata della maschera, quasi completamente risucchiata da una ricostruzione intellettuale della realtà che però, malgrado tutto, i sentimenti continuano testardamente a illuminare.”

Marisa Bernardini


LE ‘MASCHERE' : UNA PITTURA FILOSOFICA?

"Le "maschere" rappresentano volti stereotipati, ripetuti spesso in modo seriale, in sequenze, in contesti rigorosamente geometrici - le stesse maschere sono racchiuse in rettangoli di cm.13 per 18- Il tema è molto "nietzscheano" - e questo non sorprende, poiché l'Autore è un professore di filosofia - la maschera rappresenta per Nietzsche l'ambivalenza tra l'esterno e l'interno, la verità e l'errore, la realtà e l'apparenza. E a Nietzsche è ispirata anche l'altra caratteristica di questi quadri, la mancanza del punto di vista unico; le maschere si possono guardare (devono essere guardate) da più angolazioni. Nietzsche è infatti il filosofo per il quale "non esistono fatti, ma solo interpretazioni" e l'approccio alla realtà si risolve in una pluralità di prospettive, di punti di vista.
E infine, la maschera, rinviando ad un volto, è pur sempre la rappresentazione di una realtà concreta, un residuo di concretezza che si oppone, in un certo senso, alla totale geometrizzazione. In quanto tale vuole costituire un punto di equilibrio tra astratto e figurativo." 

Lucia Pascarella


PICCOLE VARIAZIONI

“E’ come se i temi della mia pittura avessero una vita propria, con dei tempi loro e una dinamica interna. A partire da un certo momento inizia una lenta ma inesorabile mutazione che li trasforma. Non è la decisione cosciente a determinare la trasformazione, ma sono piccole variazioni che si impongono quasi inavvertitamente e, nel lungo periodo, la producono. (Analogamente, secondo la teoria darwiniana, l’accumulo delle ‘piccole variazioni’ determina nel lungo periodo il passaggio da una specie all’altra.”
Alberto Barli


RIPETIZIONI DIFFERENTI

La ‘ripetizione differente’ della programmata combinazione di linee verticali orizzontali e diagonali potrebbe non avere termine approdare, a seguito della graduale distillazione dello spazio, alla sua totale liberazione da linee e colori.”

Valerio Cremolini

UNA QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA
"
Da quando Dio è morto per colpa di Nietzsche (non dei Nomadi), è venuto a mancare il punto di vista unico, centrale; non ci sono fatti ma solo interpretazioni, ovviamente infinite, e l'uomo che conosce è colui che sta nell'angolo (Echen-Steher). Nemmeno le ultime composizioni di Alberto Barli hanno un punto di vista privilegiato, l'alto e il basso sono intercambiabili, la sinistra e la destra sono simmetriche, talvolta speculari, come nei tappeti islamici, che si possono guardare da tutti i lati. E con il suo sistema modulare (una faccia per ogni modulo), Barli se ne sta nell'angolo."

Mara Borzone











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